Eutanasia: la politica decide di non decidere

Di quei drammatici giorni nei quali si consumava la vita terrena di Eluana Englaro ci siamo come dimenticati tutto?

Dieci anni dopo ci siamo arresi, come rassegnati ed impotenti di fronte ai grani del lungo rosario di vite impossibili, che portano nomi e cognomi scolpiti nella mente e nel cuore di tutti, da Fabiano Antoniani, Dj Fabo, fino a Vincent Lambert?

Non verrà discusso alcun testo di legge sul suicidio assistito ed eutanasia.

La notizia è stata data al termine della conferenza dei capigruppo di Montecitorio: il presidente della Camera, il pentastellato Roberto Fico, ha preso atto della mancanza di un’intesa attorno ad un testo comune nel comitato ristretto, nel corso dei lavori delle commissioni Giustizia e Affari sociali della Camera.

Tradotto: il Parlamento rinuncia a legiferare sul tema, facendo scadere il termine del 24 settembre indicato dalla Corte costituzionale al Parlamento.

“A peaceful death is everybody’s right”

A 102 anni compiuti, da oltre 70 impegnato in attività didattica e ricerca, Goodal cominciò a non sentirsi più lui. Le forze fisiche calavano.

Non poteva più essere e vivere come aveva vissuto per tutta la sua vita. Dopo due anni da qui fatti, al compimento del suo 104mo compleanno, Goodal decide di farla finita.

Decide che è arrivato il momento di scegliere quando e come lasciare un ricordo di sè per come ha vissuto. Senza che l’ultima sua immagine potesse essere quella di un vecchio ormai irriconoscibile, immobilizzato ad un letto e attaccato a qualche macchina per poter respirare.

Goodal è lucidissimo.

E se avesse incontrato qualcuno disposto a “compatirlo” (cum=patire, portare insieme)?

La macchina inventata per suicidarsi

E’ stata lanciata la prima macchina al mondo per suicidarsi. Non si tratta nè di una storia di fantascienza e tantomeno meno di una fantasia da fumetto.

Si chiama “Sarco” è stata costruita esattamente come una automobile che contiene all’interno una capsula che può essere sganciata dalla base ed essere utilizzata anche come una bara.

Philip Nitschke, soprannominato “Dr Death”, ha sviluppato “Sarco” (abbreviativo di “Sarcofago”) con l’ingegnere Alexander Bannick nei Paesi Bassi, con l’obiettivo di renderlo disponibile in tutto il mondo.

Ha dichiarato alla rivista australiana “The Weekend” che “il limite sarà la disponibilità delle nuove stampanti 3D”. Il suo team sta “guardando alla stampa 3d usando legno biodegradabile e plastica per la capsula”.

I materiali di stampa sono facilmente disponibili, così come l’azoto liquido. Il costo di stampa si aggirerà molto probabilmente attorno ai 1.000 euro. Insomma, uno strumento facilmente accessibile a chiunque.